lunedì 31 marzo 2014

 
La sveglia suona alle 3.30 di mattina. Non è nemmeno un grosso problema, visto che come sempre, fin da quando ero piccolo, prima di ogni evento importante non riesco a dormire sogni tranquilli. Non è tanto per l'agitazione, ma per la voglia di partire in una nuova avventura, per un nuovo viaggio.
Alle 4.00 carico l'amico Ivan che giustamente mi fa notare che stiamo invecchiando. Una volta eravamo noi che stavamo uscendo dalla discoteca che superiamo, anzi quasi quasi ci stava anche l'ultimo giro prima della ritirata.. adesso siamo in viaggio per andare a correre in valle d'Aosta!
 
Il parterre è di tutto rispetto, Dennis e Bruno Brunod ( con me nella foto ), Christophe Le Saux, Vuillermoz Diego.. qui ritratti una foto stupenda dall'abile fotografo Beppe Busso.

 
Partenza da Pont S.Martin alle 7 di mattina da un ponte alquanto oscillante, che tiene tutti i 250 partecipanti in fila per l'inizio della gara lunga. Come al solito, e non lo capirò mai, al via si parte come se fossimo ad una gara di 10km.. tutti a bomba per la strada che inizia subito a salire. Incontriamo subito i primi scalini nella terra, ne troveremo molti lungo il percorso, che ci fanno tagliare la strada principale per portarci in quota vicino al sentiero che costeggia i tubi della centrale idroelettrica.. cazzarola il tizio in fianco a me non scherza quando diceva che saremmo passati di li. Il dislivello è importante, e anche la pendenza non scherza, ma il fondo regolare e compatto rende abbastanza agevole la salita, considerato che siamo ancora freschi freschi. Prima di arrivare alla centrale c'è anche una staccionata da saltare, con relativo premio al salto più bello. Questo quello premiato dalla giuria. ( io mi butterò dall'altra parte a pelle di stracchino.. )
 
 
Causa slavine in quota, per una maggiore sicurezza, il percorso è stato leggermente modificato. Perderemo più quota del previsto per poi dover affrontare una salita non particolarmente agevole. Da qui varieranno i km ed il dislivello ( Dovevano essere 40Km per 3400 D+ ). I primi ventun km comunque scorrono via abbastanza agevolmente, in effetti mi ritrovo alla sosta pranzo dopo 4 ore, quindi nel tempo che avevo teoricamente ipotizzato. Abbiamo già affrontato due grandi salite, ma le discese per ora sono state abbastanza "correvoli" quindi sono pressoché in linea. Peccato che le brutte sorprese dovranno ancora arrivare. Stiamo però correndo all'asciutto, in quella che ritenevano una domenica molto bagnata, quindi siamo ancora abbastanza fortunati.  Le Salomon SpeedCross si confermano eccezionali, hanno un ottimo grip e il piede non soffre più di tanto nemmeno sulle rocce. Per il momento il morale è ancora molto alto e mi appresto a scollinare fino al ristoro. In questa gara finalmente gestirò bene sia il cibo che i liquidi, non arrivando mai in riserva.
 


 
Ristorato si riparte, la gara è lunga, e il difficile deve ancora arrivare. Dal grafico, anche se sfalsato come km, so che mi mancano ancora 3 salite, e quella che sta per arrivare ora è la più difficile. Già dal profilo altimetrico si nota la pendenza sia in salita che in discesa, ma finchè non ci sono sopra, finchè non ci sudo, soffro e smadonno non capisco quanto sia dura... e infinita. Saliamo in gruppo, rigorosamente in fila indiana. Per due o tre volte il rito si ripete. Quello davanti mi lascia strada, io rispondo gentilmente che vado, ma non ne ho più di lui, il passo è quello. Poi tocca a me cedere il passo, con la stessa risposta e sorriso di chi mi segue. E' in questi momenti, in queste poche parole, questi sguardi carichi di sofferenza, stanchezza e sudore, che nasce il feeling con l'atleta che gareggia con te, non è più il nemico da battere, ma l'alleato che divide con te la fatica e l'appagamento che si ha ogni volta che si raggiunge una vetta. Una volta scoperta che la terra è rotonda, si è anche detto che non esiste la fine del mondo. Tutte le volte che affronto queste salite invece il mio mantra recita.. Fino alla fine del mondo! Perché come per la vetta, come per l'arrivo in una spiaggia deserta o in un luogo che ci appaga e ci fa stare in pace con noi stessi e con tutti.. ecco, li si arriva alla fine del mondo. C'è quel momento impagabile in cui lo sguardo vaga all'infinito, in cui il respiro rallenta e ci si sente padroni dell'univarso.
Quindi non è vero che non esiste la fine del mondo.. ne esistono infinite!
 



Dopo la discesa durissima e al passo, troppo ripida e rischiosa su grandi massi per poter correre, almeno per gli scarsi come me, raggiungiamo finalmente un paese dove possiamo rifiatare un poco. Siamo al trentesimo km circa ed aggangio qui una coppia che starà con me fino alla fine, marito e moglie francesi. Al checkpoint mi dicono che ho ancora molta gente dietro, di andare tranquillo, ma la vista dell'ennesima salita ripida mi fa vacillare. Il francese mi dice che parla pochissimo italiano, ma le mie parole le capisce ( le parolacce si sa, son le prime che si imparano ). Io non capisco una mazza di quello che dice, mentre sua moglie si limita a fare un sorriso ebete ( secondo me sta meditando il divorzio ). Arriviamo un posto spettacolare, con tanto di cascatella dall'alto e la francese finisce con le chiappe per terra... Dopo che il marito ha iniziato a ridere ho iniziato anche io a capire un poco il francese. Ci alterniamo a fare l'andatura, i km scorrono, il buon Ivan che mi aspetta inizia a preoccuparsi, sono ben oltre le 8 ore preventivate, ma non mi aspettavo una corsa così dura. La beffa finale l'abbiamo quando ormai siamo alle porte del paese e il tracciato vira in salita, in mezzo ai vigneti. Ci sarebbe quasi da piangere, ma alcune scritte sull'asfalto ridanno un pochino di carica.. TDG. TDG. Tor de Geants.. gli eroi passano di qui, faticano sulla mia stessa strada. Un brivido lungo la schiena, una spinta che mi fa segnare gli ultimi due km più veloci di tutta la gara. Raggiungo di nuovo i francesi che mi avevano superato al ristoro ( io non ne salto uno! ), ma intravedo la fine corsa. Che faccio, gli rovino la foto per due posizioni e 1 minuto in meno? Naaaaaaa.... Gli faccio segno di andare tranquilli, mi accodo e taglio il traguardo. Stanco ma felice. Una bellissima corsa, molto più dura del previsto, ma con panorami fantastici. D'altronde Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa sono a 10 minuti d'auto da qui.
 




 
Il video dell'arrivo dopo 10 ore di gara, 45km e 3800 metri di dislivello positivo, anche se mi rendo conto che chi non li prova non possa capire cosa vogliano dire.  Emozioni impagabili che resteranno sempre dentro di me, numeri a parte. Alla fine sono arrivato intorno al 150° posto, dietro poco meno di un centinaio di persone, 20 i ritirati. Ma questo non conta. Ogni volta che riguardo le foto mi emoziono, quello che conta è il viaggio, e anche questa volta l'ho portato a termine.
 
" Don't look to the ground, look to the sky! The soul know.. who needs a road? "
 
 

 
-Altimetria originale-
 

 

 


4 commenti:

  1. La prima impressione che ho avuto leggendo e guardando le foto?! Spossatezza!!! Ragazzi che fatica.. Immagino la soddisfazione alla fine, ma si deve passare per delle fatiche.. Comunque gran bel racconto!

    RispondiElimina
  2. Grazie Fausto! La salita è dura ma ripaga. Certo non ho i tuoi supertempi, tu voli non corri!

    RispondiElimina

  • RSS
  • Delicious
  • Digg
  • Facebook
  • Twitter
  • Linkedin
  • Youtube