martedì 2 luglio 2013

Alpi Orobiche - Rifugio Curò - Rifugio Barbellino

Posted by Paolo Scotti | 7/02/2013 03:39:00 PM Categories: ,
 
Mercoledì sveglia alle 5:15 e partenza per la mia gita in solitaria, la salita al rifugio Curò e Barbellino. Purtroppo a causa del maltempo e del protrarsi dell'inverno, la neve in quota era ancora molta ed impediva a chi come me, scarpette da trail running ai piedi e calzoncini corti, voleva fare il giro dei laghi o la traversata al riugio Coca. Sentieri rinviati di qualche mese, ci tornerò sicuramente in questo angolo di paradiso.
 
Arrivato a Valbondione, dopo aver pazientemente seguito in auto una mandria di mucche che teneva tutta la strada, parto per il primo rifugio. Sulla comoda mulattiera manco a farlo apposta, mi imbatto in un gregge di pecore enorme che sta risalendo alla malga. Ovviamente scoppio a ridere e con un signore che saliva dal bosco, ci facciamo lentamente strada tra i vari bee, bee, di disapprovazione. Saluto l'amico appena conosciuto e riparto di gran passo, a tratti in leggera corsetta, a tratti in camminata veloce. Si vede una piccola cascata, residuo dell'apertura della diga domenica scorsa, per dar vita alle seconde cascate più alte d'Europa, con uno sbalzo di 350 metri, mentre sulla sinistra si può ammirare il rifugio Coca costruito proprio a ridosso della parete verticale. Supero altri due ragazzi in escursione e man mano che i tornanti salgono mi accorgo di avere un bel ritmo calcolando il distacco che ho guadagnato. Nonostante le pecore sarò al rifugio in 1 Ora e 20 minuti. Sarà anche l'unico tempo che controllerò da li in poi. Lo spettacolo davanti a me era troppo bello per dannarsi alla ricerca della prestazione, non aveva senso, era meglio rallentare e godere di quel luogo.
 
 
Preso il caffè e fatto due chiacchere con il proprietario del rifugio, riparto verso il rifugio Barbellino. Il sentiero non presenta un gran dislivello, è facilmente corribile, almeno la prima parte, ma più mi avvicino alla meta, più trovo guadi da affrontare e passaggi sulla neve che copre il percorso. Sono questi quelli in cui devo prestare maggiore attenzione, in quanto la neve fresca poggia sopra al ghiaccio e le mie scarpette scivolano che è un piacere. Fortunatamente le bacchette mi vengono utili per puntarmi e superare la neve. Poi la gola si apre, il rifugio è li davanti a me, immerso nella neve, il laghetto ghiacciato. Sono da solo, non si sente un rumore, un posto surreale, lontano da tutto. Salgo ancora un pochino verso il laghetto poi decido che è venuto il momento di uno spuntino. 12km sono passati e ho toccato il punto massimo, da qui senza ramponcini o comunque scarponi da montagna è troppo rischioso proseguire. Mi siedo e mangio, mentre un fischio di una marmotta che sfeccia li in fianco sembra volermi salutare.
 
 
Scendo verso valle seguendo i consigli che mi hanno dato al rifugio, tagliando verso le baite di malga maslana, e mentre sono in velocità prendo un sasso in pieno, vedo le stelle e zoppicando mi fermo subito. Ho quasi paura a togliere la scarpa per vedere se è seria la cosa, sento l'alluce che pulsa, ma fortunatamente il dolore passa alla svelta. Riprendo la discesa, arrivo alle baite e qui non so più che fare... il sentiero diventa piccolo e più che salire mi sembra scenda ancora verso il paese. Dopo un po di avanti e indietro, dopo l'incontro con un signore della zona che mi sconsiglia di andare e recuperare il sentiero in quel punto perché facile perdersi, vista anche l'ora decido di scendere verso Valbondione. Il sentiero dalla baite è molto più impegativo ma divertente, e presto arrivo alla macchina. Birretta d'obbligo ptima del rientro a casa, dove mi attendeva il soffitto della camera di mia figlia da ripitturare.. :-)
 
Alla fine saranno 26 Km con 1612 D+ in 4:26:00. Una mattinata incantevole :-)
 
Dimenticavo.. per la cronaca.. unghia rotta e alluce nero.. ahhahahahahh
 
 






2 commenti:

  1. Le foto fan venir voglia di mollare tutto e partire per una vacanza. Avrei anche l'unghia rotta e non ricordo cos'altro, ma ne è valsa la pena!

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    1. Ne vale sempre la pena, scenari fantastici e ho scoperto che correre in montagna è stupendo!
      Grazie per il commento! ;-)

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